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Una delle fasi più delicate della crescita di un bambino è nota come “svezzamento”. Si tratta del momento in cui il bebè inizia a passare dalla prima alimentazione a base di latte materno all’assunzione di cibi solidi. Lo svezzamento da molti genitori è vissuto come un vero e proprio incubo. Sia che il piccolo sia stato allattato al seno, o piuttosto con latte artificiale, non è semplice insegnargli ad assumere cibi diversi. Ci vuole molta pazienza e soprattutto molta cura nel preparare gli alimenti nel modo più adatto.

omogeneizzati in casa

Ovviamente un bambino piccolo non è in grado di masticare o di mangiare tutto quello che mangia un adulto: è necessario somministrargli dei cibi appositamente preparati che vengono chiamati omogeneizzati. Le primissime cose che vengono date ad un bambino sono la frutta e la verdura; solo in un secondo momento si possono introdurre anche la carne e il pesce. Il modo più semplice e veloce che un genitore ha per svezzare il suo piccolo consiste nell’acquistare gli omogeneizzati già pronti che si trovano in qualunque supermercato. Per quanto questi prodotti debbano superare numerosi controlli di qualità e di sicurezza, però, resta il fatto che si tratta di prodotti industriali. Al loro interno pertanto si trovano conservanti, e il loro sapore è molto intenso, tanto che spesso il bambino in seguito ha difficoltà ad abituarsi al gusto del cibo “normale”.

Per questi motivi sarebbe opportuno preparare gli omogeneizzati in casa. Si tratta di una procedura tutto sommato semplice e rapida che presenta moltissimi vantaggi. Il primo è il risparmio: acquistando personalmente le materie prime si risparmia notevolmente rispetto all’acquisto dell’omogeneizzato già confezionato. C’è poi la possibilità di rispettare l’ambiente, perché si evita di produrre una gran quantità di rifiuti, usando vasetti riciclabili e non usa e getta. Infine, si ha maggiore cura della salute del bambino. Il genitore infatti può scegliere di persona gli ingredienti da usare, selezionando quelli che lui preferisce. Le proprietà nutritive degli alimenti possono essere conservate al massimo, preparando gli omogeneizzati in casa, e il benessere del piccolo ne gioverà.

Fare gli omogeneizzati, d’altro canto, è davvero molto semplice: se si vuole guadagnare tempo si può preparare un certo quantitativo di cibo da congelare e riutilizzare in seguito. In alternativa è possibile preparare esattamente solo la quantità di omogeneizzato di cui si ha bisogno.

Il metodo da seguire per realizzare un omogeneizzato è all’incirca lo stesso, ma la principale differenza sta nell’uso o meno dell’omogeneizzatore. In commercio infatti si trova questo piccolo elettrodomestico che per molti è preferibile al normale frullatore perché evita che nei cibi che vengono triturati venga incorporata l’aria. Il vantaggio di possedere un omogeneizzatore sta nel fatto che lui fa tutto da solo, frulla e cuoce. Chi lo usa non deve fare altro che introdurre al suo interno gli ingredienti desiderati, tagliati a pezzetti, insieme ad un po’ di acqua.

L’alternativa sta nel cuocere prima gli alimenti e nel frullarli in seguito, con l’ausilio di un robot da cucina o di un minipimer. Il risultato è lo stesso, solo che in questo caso sta al genitore controllare se il cibo è ridotto ad una purea sufficientemente fine da poter essere ingerita dal bambino.

Gli omogeneizzati più semplici da ottenere sono quelli di frutta, perché in questo caso si può anche saltare la fase della cottura. La cosa più importante consiste nell’acquistare frutta di coltivazione biologica, per essere certi che sia priva di pesticidi. La banana, scelta bella matura, può essere semplicemente schiacciata con una forchetta fino ad essere ridotta ad una purea, e la mela venire semplicemente grattugiata insieme a qualche goccia di succo di limone affinché non si ossidi. In alternativa, la frutta può essere cotta al vapore, tagliata in tocchetti omogenei, e poi frullata con un goccino di acqua se è troppo asciutta. L’ideale sarebbe usare sempre e soltanto frutta di stagione, comprata sui banchi del mercato locale.

Insieme alla frutta, i primi alimenti che vengono introdotti nella dieta di un bebè sono le verdure. In questo caso bisogna sempre cuocerle al vapore, avendo cura di farsi dire dal pediatra quelle che risultano maggiormente digeribili per il proprio figlio. Alla verdure, in fase di frullatura, si può aggiungere un pochino di brodo vegetale. Bisogna però sempre avere cura di non aggiungere sale, nè zucchero, nei primi omogeneizzati, perché i bambini potrebbero non digerirli.
Intorno ai quattro-sei mesi, solitamente, lo svezzamento di un bambino prevede anche l’introduzione della carne, di pollo, tacchino o manzo, e del pesce. La procedura è sempre la stessa. La carne deve essere pulita con la massima cura, togliendo ogni parte di grasso, cartilagini o nervi. Lo stesso vale per il pesce, a cui va tolta ogni lisca. Tanto la carne che il pesce vanno poi cotti al vapore e infine triturati finemente. Per essere certi che l’omogeneizzato abbia la consistenza giusta lo si può anche passare con un colino.

A questo punto l’omogeneizzato è pronto per essere servito al piccolo, oppure per essere conservato. In questo secondo caso, bisogna usare vasetti ermetici e sterilizzati da tenere in frigorifero e da usare non oltre le 24 ore. In alternativa i vasetti possono essere messi nel congelatore, e usati entro un arco di tempo massimo di sei mesi.

 

Leggi qui come scegliere il miglior omogeneizzatore per le pappe fai da te.